sabato 13 luglio 2013

Il Natale in Messico



Il periodo natalizio in Messico è molto sentito, essendo un paese con una grande religiosità, ed il Natale qui è festeggiato in maniera molto diversa rispetto alle altre nazioni poiché vi è stato, nel corso del tempo un intrecciarsi tra le tradizioni indigene con quelle cristiane.



Protagonisti sono comunque i canti, i colori e i profumi che distinguono queste terre e, appunto a proposito di profumi, i messicani amano decorare le porte delle loro abitazioni con del muschio profumato che da un sapore e un profumo caratteristico al Natale in Messico.

Una delle grandi differenze tra il Messico e gli altri Paesi è la data in cui cominciano i festeggiamenti natalizi: dal 16 dicembre. Da questo giorno al 24 dicembre, infatti, le famiglie messicane danno luogo a piccole feste crepuscolari: le Posadas (che in italiano si tradurrebbe con Locande). Le Posadas sono in tutto 9 (una al giorno, fino al 24, per rappresentare appunto i 9 mesi di gestazione di Maria.


Durante questo periodo appunto viene commemorato il vagare di Giuseppe e Maria a Betlemme, alla ricerca di un posto in cui riposare e ripararsi. Tutti gli invitati hanno piccole candele e un foglio con dei versi che dovranno cantare durante la processione che si fa intorno alla casa, le due persone che aprono la processione portano un piccolo presepe con Maria che va a dorso di mulo e Giuseppe (fatti di terracotta), ma che possono essere anche interpretati da persone vere,  mentre i padroni di casa, che sono all'interno e con la porta chiusa, cantano altri versi, al termine di ogni processione si aprono le porte della casa e ad ogni invitato viene regalato un piccolo cestino con dentro dolcetti di ogni genere. Le Posadas (che sono appunto queste rappresentazioni) vengono celebrate in tutto il Paese, e nelle regioni più tradizionaliste vengono festeggiate per quartieri.

La notte del 24 dicembre si celebra l'ultima Posada, che avviene intorno alle 23.30 e a differenza delle altre porta in processione anche Gesù. Una volta scoccata la mezzanotte ci si riunisce intorno a Gesù Bambino, e si intonano i Villancicos (canti di Natale )e si prega.


Buona parte delle famiglie messicane, dopo l'ultima Posada, ha come tradizione la rottura della Pentolaccia (una pentola di terracotta o cartone riempita di arachidi, agrumi, canna da zucchero, dolci, jìcamas e tejocotes. La Pentolaccia viene rotta da un componente della famiglia precedentemente scelto, bendato e armato di bastone che gira tre volte su se stessa e, grazie ai suggerimenti degli altri, arriva a colpire l'oggetto fino a romperlo. Spesso si fa una Pentolaccia per gli adulti e una per i bambini, in modo da poter avere dolci diversificati e più adatti alle varie età.
 La Pentolaccia ha un significato profondo nella tradizione messicana, essa infatti simboleggia il peccato, mentre la persona che la rompe rappresenta la fede e il contenuto  rappresenta tutte quelle benedizioni che si concedono a chi si libera dai peccati.

Per le strade del Messico ci si può anche imbattere in creazioni natalizie, i Nacimientos, che sono scene della natività con figure intarsiate nel legno o fatte di argilla, che possono essere ovviamente utilizzate di anno in anno. Nei Nacimientos più grandi può capitare che si usino anche pecorelle e caprette vere.

Nel periodo natalizio non  possono mancare ovviamente i cibi tipici, a base di tacchino ripieno di mandorle , filetto di carne e pesce secco, non mancano le frittelle fatte in casa e il ponche tradizionale, bevanda calda con tejocote, zucchero di canna, cannella e uva secca.

Solitamente i Messicani fanno più il cenone della vigilia che non il pranzo di Natale, in cui di solito si aspetta la visita di amici e parenti per fare il Rescalentado (riscaldato): si scalda il cibo rimasto del cenone del giorno prima e lo si mangia insieme, visto che il cenone viene fatto di solito con la famiglia ristretta.

Il 23 dicembre, ad Oaxaca, si celebra la Notte dei ravanelli, una tradizionale festa tradizionale in cui ortolani e fiorai gareggiano nella composizione di speciali confezioni fatte di ravanelli, fiori secchi, sempre verdi e totomoxtle. Le composizioni degli artigiani si ispirano alle immagini Natalizie e alla nascita di Gesù, alla processione dei Re Magi e alle tradizioni degli Oaxaqueani come la festa della Vergine Solitaria o il Giorno dei Morti.

I regali vengono solitamente scambiati il 6 gennaio, giorno dell'Epifania.




2 commenti:

Natale ha detto...

Molto interessante...

Anonimo ha detto...

Molto interessanti le tradizioni.

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